Leggendo questo libro, la cosa che ho notato da subito è stata relativa al fatto che anche se si tratta di un libro uscito nel 2015, gli argomenti sono attualissimi.
Magari
all'epoca potevano essere visionari oppure previsionali per molti, io noto
invece un tratto molto acuto dello scrittore nel saper essere un ottimo
osservatore.
L'autore
vuole portare in evidenza il prossimo capitolo dell'evoluzione umana
basandosi sui processi attuali in scienza e tecnologia.
Il libro
analizza come le scoperte scientifiche stiano minando i fondamenti
dell'umanesimo liberale, che pone l'individuo e il libero arbitrio al centro
del mondo.
Le neuroscienze e la biologia mettono in discussione l'esistenza di un io unitario e del libero arbitrio, suggerendo che le nostre decisioni sono il risultato di algoritmi biochimici.
Harari ipotizza che l'umanesimo possa essere soppiantato da una nuova religione, il Dataismo, che vede l'intero universo come un flusso di dati e valuta il valore di qualsiasi entità in base alla sua capacità di elaborare e scambiare informazioni.
In questo
scenario, gli algoritmi potrebbero arrivare a conoscerci meglio di quanto noi
conosciamo noi stessi.
Il progresso
tecnologico e l'intelligenza artificiale potrebbero portare alla creazione di
una vasta classe di inutili dal punto di vista economico e sociale
E' un libro
di 500 pagine molto articolato, ma allo stesso tempo molto attrattivo per il
mio modo di pensare e di osservare la società ed il mondo di oggi sempre in
continua evoluzione.
Probabilmente potrebbe essere uno di quei libri che andrò a leggere nuovamente
per poter catturare spunti maggiori a quelli catturati con la prima lettura.

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