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domenica 5 maggio 2013

Blow Up: diciassette anni vissuti intensamente. Intervista al Presidente Sergio Vallorani


Intervista pubblicata il 3 Novembre2011 sul Quotidiano.it
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Nonostante le difficoltà che le attività di promozione culturale, ormai da qualche anno, vivono in misura sempre più consistente, l’associazione e i suoi membri sono riusciti, anno dopo anno, a rinnovare e vivacizzare le loro proposte.
Il prossimo anno sarà quello della "maggiore età" per una delle associazioni culturali più attive e creative del nostro territorio. Nonostante le difficoltà che le attività di promozione culturale, ormai da qualche anno, vivono in misura sempre più consistente, l'associazione e i suoi membri sono riusciti, anno dopo anno, a rinnovare e vivacizzare le loro proposte grazie anche alla forte motivazione personale che li vede impegnati senza risparmio in una sorta di "volontariato" culturale quasi a tempo pieno.

Viene da chiedersi da quali esperienze precoci, dato che siete tutti abbastanza giovani, viene questa forte spinta all'impegno nel settore della cultura, e del cinema in particolare, quale è stato, se c'è stato, il propulsore di tanta energia e perseveranza?

L'associazione Culturale Blow Up è l'insieme di infinite storie ed esperienze precoci di persone particolarmente curiose e desiderose di condividere con gli altri passioni, emozioni, immagini, suoni e parole. Considero straordinarie tutte le persone che hanno gravitato in qualche modo intorno a Blow Up dal 1995 ad oggi perché di tutte ho splendidi ricordi e delle caratteristiche di tutte loro mi sembra che ancora oggi l'associazione trattenga qualcosa, come fosse un sapore, un odore, di quelli terziari, complessi, che non se ne vanno più ma che si colgono solo dopo prolungate olfazioni e un lento mastichio...
Molte delle persone con cui ho fondato Blow Up sono state fondamentali nella mia vita, per la mia formazione e per la mia crescita; con alcune di esse ho vissuto esperienze che non dimenticherò mai, ma in questa intervista preferirei raccontare tutto dal mio personalissimo punto di vista.
Quando mi sono trovato a fondare l'Associazione Culturale Blow Up, insieme ad alcuni amici e conoscenti più grandi di me accomunati dalla passione per le arti nel settembre del 1995, avevo ventuno anni. Ero al secondo anno universitario e vivevo tra Macerata ed Offida. Lavoravo e studiavo contemporaneamente già da sei anni e coi soldi che guadagnavo compravo un mucchio di libri, dischi, film in vhs, giornali e riviste, concedendomi anche molti giri in macchina e in treno per l'Italia e l'Europa: concerti, cinema, mostre, teatro, opera, discoteche e quant'altro. Non mi facevo mancare nulla e vivevo al massimo (come cantava Vasco), dormendo quattro-cinque ore a notte.
Ero "onnivoro" ed estremamente curioso, sempre alla ricerca delle cose belle che spesso, secondo me, erano nascoste e quindi da cercare. Di questa mia teoria ho fatto una regola fin da allora. Diffidavo di quasi tutto ciò che aveva successo commerciale considerandolo solo un cascame di qualcosa di meglio, più autentico che stava più in alto e che andava scovato. Così era per la musica, per i libri, per i film e tutto il resto. Come molti adolescenti mi piaceva vivere nel presente e far presa sulla realtà, non mi piacevano molto le regole imposte e non mi fidavo dei gusti che i mass media imponevano facendo passare per "chissà che" delle cose in realtà deplorevoli, allo stesso modo trovavo limitante leggere solo gli autori trattati a scuola e all'università.
Quindi a ventun'anni avevo letto e amato infinitamente Burroughs e tutti gli altri Beat, Sartre, Moravia, Kafka, Hemingway, Guthrie, Pasolini, Pirandello, Svevo, Calvino, Busi, Baudelaire e tutti i "maledetti" francesi, Poe, Mann, Hesse, Wilde, Handke, Goncarov, Dostoevskij e tanti altri autori che, se uno non fosse curioso e affamato di suo, un intero percorso scolastico farebbe rimanere nel più completo oblio, o quasi. La lettura di riviste specializzate di musica e di cinema mi fornirono ottimi strumenti per districarmi (allora non c'era internet, purtroppo) fin dai miei 15 anni, in questi ambiti. Amavo moltissimo i cantautori, soprattutto De André, Guccini, De Gregori, Conte, Dylan, Waits, Jim Morrison, la musica punk (The Clash e CCCP - Fedeli alla linea, su tutti) e il rock indipendente, ed i miei gruppi preferiti erano i Talking Heads, gli Smiths, i Sonic Youth e i Pixies. Appena maggiorenne feci la mia prima tessera al cineforum Buster Keaton di San Benedetto del Tronto. Il cinema stava entrando nella mia vita come un treno in corsa sottoforma della più grande e rivoluzionaria esperienza estetica che abbia mai vissuto, pari, se non maggiore, a certi viaggi "estremi" fatti in inter-rail per tutt'Europa.
Feci mia la frase di Francois Truffaut "tre film al giorno, tre libri alla settimana, qualche grande disco, faranno la mia felicità fino alla morte", ma ovviamente la vita e la ricerca della felicità necessitano di molte altre cose e quindi fin da subito mi presi delle licenze rispetto a questa "regola" truffautiana.
In quel periodo ebbi in regalo dai miei la mia prima telecamera, con cui realizzai i miei primi video, e nel 1993/94 all'Ipsia di San Benedetto del Tronto venne organizzato un corso di educazione all'immagine cinematografica e televisiva. Non persi l'occasione e lo frequentai...con eccitazione, direi. Allora erano sufficienti entusiasmo e curiosità per partecipare alle attività extrascolastiche che si tenevano a scuola, non c'era bisogno di attirare la nostra attenzione in termini utilitaristici e ricattatori come a me sembrano essere i crediti associati oggi a certi laboratori extracurricolari. Trovo triste che dei ragazzi adolescenti, che dovrebbero essere vulcanici e anticonformisti per natura, partecipino a dei workshop tematici e specifici, attirati più da crediti spendibili a scuola o all'università che da una voglia di accrescere il proprio bagaglio culturale e allargare i propri orizzonti e basta. Essermi laureato in lettere, con una tesi in storia dell'arte contemporanea, dopo il diploma da odontotecnico all'Ipsia "mi fa strano" anche se mi riempie di orgoglio essere riuscito a realizzare quello che desideravo ( pur con qualche complesso d'inferiorità rispetto ai laureati che hanno fatto il liceo). All'Ipsia ho incontrato studenti ed insegnanti straordinari ed ho fatto esperienze che ancora oggi sono rintracciabili nel mio modo di essere e di agire nell'ambito associativo-culturale. Essere stato rappresentante di classe dal primo al quinto anno e poi del comitato studentesco d'istituto, con cui ho guidato la storica occupazione del ‘93/'94 contro la riforma Iervolino prima, e contro la discesa in campo di Berlusconi poi, e l'aver fatto parte della redazione di Reporter (il giornale d'istituto), ha contribuito a farmi scoprire un buon comunicatore e soprattutto un buon organizzatore, caratteristiche essenziali per avventurarsi nel mondo dell'animazione culturale, didattico-multimediale e sociale.
Il primo nucleo di fondatori di Blow Up in realtà era estremamente eterogeneo, per età, sesso, interessi, orientamento politico, posizione sociale, formazione...Ma ad accomunare tutti noi c'era la voglia di metterci in gioco nell'ambito territoriale con un modo di fare cultura strettamente legato all'impegno sociale e all'idea di offrire la cultura partendo dal basso, come un servizio, nel quasi totale rifiuto della "politica degli eventi" che attirano tanta attenzione nell' "hic et nunc" senza poi lasciar traccia alcuna nel territorio e nelle persone, se non il ricordo di una bella esperienza fugace. Per noi la regola era riportare la cultura al centro della vita delle persone e dei cittadini, a partire dai bambini e dai ragazzi nelle scuole, fino ai centri anziani, passando per le parrocchie e per i bar, per gli ambienti di lavoro e per i quartieri periferici, ad un livello di autenticità dal quale in quegli anni ci si stava pericolosamente allontanando (si era tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta).
Erano gli anni in cui percepivamo con disagio e preoccupazione certe mutazioni socio-culturali, per non dire antropologiche, che poi ci avrebbero spinto a fondare Blow Up: stava avendo inizio il "disastro" che oggi sembra si stia concludendo, ma che è durato venti lunghi anni. Combattere il qualunquismo, la commercializzazione e la banalizzazione di tutto ciò che ci circonda, il cinismo, l'avere piuttosto che l'essere, l'idea che il denaro e il successo siano tutto, l'apparire (l'immagine) e l'ostentare, è stato fin da subito uno degli obiettivi dell'associazione. E' stato il nostro modo di combattere sempre e comunque dalla parte della cultura, convinti che questa debba essere alla base del vivere civile. Penso che a rendere estremamente attiva l'associazione per tutti questi anni siano state tutte queste cose messe insieme e sapientemente mescolate dal tempo e dalle circostanze.

Se dovessi fare un bilancio, tuo personale e dell'associazione che rappresenti, cosa è cambiato rispetto agli anni in cui avete iniziato? I problemi e le difficoltà, il contesto istituzionale ( gli enti locali con cui avete rapporti), l'atteggiamento dei fruitori della vostra offerta... come si è evoluto (o involuto) tutto questo nel corso del tempo?

La nostra è stata una battaglia culturale condotta un po' "donchisciottescamente" contro certe tendenze che, dai primi anni Novanta ad oggi, hanno cambiato quasi totalmente "la pelle" della società. Oggi però, dopo l'inseguimento di sciocche ambizioni e di obiettivi fuorvianti si sta ritrovando, pian piano, il senso delle cose. Il contesto istituzionale è sempre legato indissolubilmente ai mutamenti della società. Quello in cui ci siamo ritrovati ad operare non sfugge a questa regola. La "brutta china" che ha preso una parte considerevole della società e la perdita di fiducia nelle istituzioni da parte di molte brave persone, hanno contribuito all'ascesa e alla conservazione del potere di una delle peggiori classi politiche e dirigenti della storia d'Italia.
Fortunatamente, a livello locale (Marche e Abruzzo), di eccezioni ne abbiamo trovate e ne troviamo ancora diverse. Abbiamo lavorato e continuiamo a lavorare, con numerosissime istituzioni ed enti, Regioni, Province, Comuni, cooperative sociali, scuole di ogni ordine e grado, istituti penitenziari, università, centri di aggregazione giovanile, centri sociali, aziende private senza pregiudizio politico alcuno, certi che la cultura debba sempre essere al di sopra delle ideologie e delle posizioni politiche.
Ci siamo trovati sempre molto bene, ad esempio, a lavorare con le istituzioni a Grottammare, la città in cui la nostra associazione ha sede, ma in generale mi sentirei di dire che il modello trionfante dell'inautenticità e dell'apparire a tutti i costi perfetti pur senza esserlo, ci ha costretto a vestire a volte abiti un po' stretti sia a noi che ai nostri referenti istituzionali.
Troppo spesso una politica dell'offerta culturale al ribasso ha avuto la meglio. Troppe volte notiamo un certo timore ad osare, a sperimentare, a proporre iniziative che pretendano dal pubblico impegno e consapevolezza. Sempre più spesso si è costretti al compromesso, alla cosa ben fatta, di qualità ma che non voli troppo alta, che non spaventi nessuno...Perché oggi tutti vogliono starsene spensierati, la vita è già così difficile...E per noi per i quali fare cultura significa anche inquietare, porre interrogativi, far pensare e confrontarsi, far uscire allo scoperto gli spettatori rendendoli attori, a volte è dura.
E' come se le regole televisive dell'audience televisiva, e quelle aziendali dei risultati commerciali, siano penetrate in tutti i livelli della nostra vita facendo passare in secondo ordine la qualità e la sostanza. Il valore di un'operazione culturale non è mai stato, non è e non sarà mai sancibile dal successo di pubblico. E trovo molto pericoloso che la logica dei numeri e dei risultati metta in ombra tutto ciò che è rappresentato dal lavoro occulto quotidiano, dalla fatica del costruire il percorso, dalla lentezza dei passaggi intermedi di ogni azione culturale che si rispetti.
Nelle scuole, ad esempio, dove i presidi ora sono chiamati "dirigenti" (come se fossero a capo di aziende) fino a qualche anno fa si riusciva a proporre moltissimi laboratori di storia del cinema ed educazione al linguaggio cinematografico e televisivo da completare in due anni scolastici, in cui nel primo ci si occupava in modo approfondito di tutta la parte teorica, attraverso la visione di decine di sequenze e la loro analisi, e nel secondo si realizzava, rigorosamente insieme ai ragazzi, un video articolato in idea, soggetto sceneggiatura, storyboard, riprese e montaggio. La partecipazione del video conclusivo a dei concorsi nazionali non era sempre scontata perché al laboratorio veniva dato un valore indiscutibilmente intrinseco e la proiezione a fine anno con tutte le classi e qualche genitore poteva essere più che sufficiente ai fini della visibilità dell'attività svolta. Ora invece capita di ritrovarsi a tenere laboratori di pochissime ore in cui lo scopo è realizzare un video per poter partecipare ad un concorso che dia visibilità all'istituto che in tal modo spera di avere più iscritti (clienti?) l'anno successivo. In questo tipo di operazione è ovvio che, per mancanza di tempo (e di fondi), i ragazzi non fanno quasi nulla oltre che recitare, restando all'oscuro di come funzioni il linguaggio audiovisivo e di come si costruisca un video: l'ennesima vittoria della cultura dell'apparire (e dell'avere) su quella dell'essere.
Per quanto riguarda invece l'attività che svolgiamo per e con i soci, attraverso le tessere della Federazione Italiana Cineforum a cui aderiamo, le cose vanno bene, anzi, sempre meglio direi. Benissimo nei primi anni sociali, tra il 1995 e il 1999, così così tra il '99 e il 2003 e sempre meglio dal 2004 ad oggi, segno che qualcosa, dopo diversi anni un po' plumbei, sta cambiando in meglio. Sempre più persone, tra cui moltissimi giovani sotto i trent'anni, hanno voglia di tornare a seguire iniziative interessanti, che richiedano anche impegno, che "accendano" il cervello anziché spegnerlo e questo non può che stimolarci ed incentivarci a continuare così.
Dal 2004 ad oggi abbiamo fatto circa 3000 tessere e avuto molte migliaia di persone presenti alle nostre molteplici operazioni culturali.

Di fronte allo scadimento e ad una sorta di regressione della vita culturale nazionale che anche tu denunci, alla perdita della capacità critica e "pensante" degli individui nei confronti delle davvero poco esaltanti vicende della vita pubblica, quale pensate possa essere la carta vincente per contribuire ad invertire la tendenza, quale la direzione da intraprendere per rimettere la conoscenza, la cultura di qualità al centro della nostra vita sociale? Servono più i soldi (che non ci sono) o le idee?

Indubbiamente le idee. Noi lavoriamo tantissimo da sedici anni pur con dei finanziamenti pubblici molto contenutii. In questi anni abbiamo ricevuto attestazioni di stima e considerazione da parte di intellettuali (docenti accademici, registi, scrittori, assessori alla cultura, direttori artistici, critici e storici dell'arte e del cinema), artisti (musicisti, pittori, scultori, attori e registi, fotografi) e appassionati delle arti in genere che sono entrati in contatto con noi o hanno saputo delle nostre innumerevoli operazioni culturali. Tutti si sono stupiti del fatto che a realizzare queste numerose attività siamo sempre stati in pochi e soprattutto che lo abbiamo fatto avendo a disposizione pochissimi soldi pubblici. Abbiamo anche, soprattutto, il sostegno del pubblico, delle persone "normali" che ci seguono e ci stimano, ci incoraggiano, ci vogliono bene. Abbiamo anche la collaborazione e la stima di molti assessori e sindaci che continuano a darci fiducia, nonostante le difficoltà economiche in cui versano i loro comuni per colpa dei tagli indifferenziati fatti dai governi centrali negli ultimi vent'anni.
E' la forza della passione e la voglia di partecipazione alla vita civile che ci consente di andare avanti, al di là delle condizioni difficili. Le idee sono e dovrebbero sempre essere il vero motore della crescita... Trovo deplorevole comunque che chi è al potere non capisca che da una crisi economica e finanziaria come questa che stiamo vivendo si può uscire soltanto investendo risorse consistenti nella cultura, nell'istruzione, nella ricerca, in tutto ciò che potrebbe stimolare nuove idee, creatività, fantasia...Al contrario si investe sulle "scemenze", trascurando le energie e le potenzialità dei giovani.
Il nostro è un paese dalla realtà molto complessa e variegata in cui hanno prevalso nel corso del tempo tristezza e cinismo, truffe e furbizia, massacro e offesa dell' intelligenza e della creatività, in una tendenza insopprimibile all'immobilismo e al vittimismo. Voglio pensare però che come ci siamo rialzati dopo la seconda guerra mondiale, sapremo rialzarci anche adesso...qualcosa sta cambiando e presto rovesceremo l'agenda delle nostre priorità, nella quale i soldi e la cultura dovranno invertire le loro posizioni.

Cosa hanno comportato ai fini dell'organizzazione delle vostre attività la nascita e l'enorme
sviluppo dei nuovi mezzi di comunicazione come la rete e i social network, fattori di moltiplicazione degli scambi di conoscenza e informazione... li vedi funzionali ai vostri obiettivi culturali o suscettibili di divenire fonte di confusione e divisione tra le persone, o di un approccio superficiale alla realtà e alla conoscenza?


Tutto sommato siamo stati un po' lenti a cogliere le possibilità che ci potevano offrire lo sviluppo e la diffusione delle nuove tecnologie nella seconda metà degli anni Novanta. Tra noi, nel direttivo, ricordo che addirittura ci fu qualcuno che si oppose all'offerta di un amico informatico di realizzare gratuitamente un sito per l'associazione. Era il 1997, se non sbaglio, e la rete, nel giudizio poco lungimirante di qualcuno di noi, sembrava un fuoco di paglia. Invece tra il '98 e il '99 siamo stati molto vicini alla realizzazione di attività culturali in streaming, ma a questa nostra idea e proposta il territorio forse non era ancora pronto. Dunque, al primo appuntamento con la tecnologia abbiamo toppato noi, al secondo eravamo troppo avanti, tra alti e bassi ora cerchiamo di tenerci aggiornati, ma senza esagerare per non ritrovarci di nuovo fuori tempo. L'attuale direttivo, radicalmente diverso da quello del ‘97/'99, pur essendo costituito da più "immigrati digitali" che da "nativi digitali", vede molto positivamente l'avvento della rete, dei social network per tutte le possibilità che questi strumenti offrono e per le potenzialità che rappresentano per chi opera in campo culturale. E' ovvio che, un po' come già è accaduto per la televisione, se non conosciuti e "dominati", potrebbero risultare dannosi o inutili per le persone...

Come immaginate il futuro di Blow up in questi tempi "oscuri" per la cultura? E' importante per voi riuscire a coinvolgere più persone possibile nei vostri percorsi e progetti o è più importante contare sulla qualità e la consapevolezza di chi sceglie di aderire alle vostre proposte?

Come diceva Orson Welles attraverso il suo personaggio in "Il terzo uomo" di Carol Reed "In Italia, per trent'anni, sotto i Borgia, ci furono guerre, terrore, omicidi, carneficine. Ma vennero fuori Michelangelo, Leonardo Da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera non ci fu che amore fraterno, ma in 500 anni di quieto vivere e di pace, che cosa ne è venuto fuori? L'orologio a cucù".
Questa è forse un'esagerazione... ma è pur sempre vero che solitamente noi esseri umani (e noi italiani in particolare) sappiamo tirare fuori il meglio nei momenti peggiori della nostra storia. Penso perciò che anche noi avremo, dopo quella dei paesi arabi, una nostra "primavera" (già se ne sono colti segnali). E forse siamo anche molto più legati di quanto si creda, sia geograficamente che culturalmente, al Mediterraneo e alle popolazioni che lo abitano che non al resto del continente di cui facciamo parte. Adoro l'Europa e la sento estremamente mia, avendola percorsa in lungo e in largo, ma il richiamo antico e viscerale del Mar Mediterraneo è molto forte ed anche inesplorato.
Nel futuro, per noi di Blow Up, c'è la voglia di continuare, come facciamo da sempre, a proporre iniziative valide, percorsi e progetti impegnativi ma anche stimolanti e godibili, con uno sguardo rivolto sia all'estetica che al sociale, sia al piacere della convivialità e del gusto che all'impegno sociale e civile. Contiamo sulle persone che ci appoggeranno e ci seguiranno, poche o tante che siano, nel desiderio di incontrarle e di metterci a loro disposizione.
Vorrei approfittare di questa intervista anche per richiamare l'attenzione sul nostro recente progetto LA 25IMA ORA, (da un film di Spike Lee) pensato per coinvolgere i giovani tra i 18 e il 30 anni. Un progetto che è in realtà una "chiamata", un appello a contattarci, ad avvicinarci, per costruire insieme qualcosa di importante e per cui siamo pronti a mettere a disposizione tutte le nostre possibilità ed esperienze con lo scopo far diventare concreti idee, spunti, progetti e, forse, sogni rimasti in un cassetto. Un progetto pensato per dare spazio e strumenti a giovani e giovanissimi che siano e intendano rimanere "affamati e folli" come vorremmo rimanere per sempre anche noi dell'associazione Blow Up.


di Maria Teresa Rosini

http://www.ilquotidiano.it/articoli/2011/11/03/112786/blow-up-diciassette-anni-vissuti-intensamente-intervista-al-presidente-sergio-vallorani


mercoledì 12 settembre 2012

Cineforum Blowup stagione 2012/2013



MACERIE PRIME società, culture, opportunità ai tempi della crisi

Ingresso gratuito a tutte le iniziative con tessera-abbonamento F.I.C. 2012-2013 rilasciata e timbrata dalla Associazione Culturale BLOW UP al costo di € 10.
 
Giovedì 20 settembre, Palazzo Kursaal, ore 21

Apertura stagione sociale. Tesseramento 
ore 21.30  2012 – Odissea nella crisi
Incontro con GIULIETTO CHIESA (giornalista, saggista, politico, attivista per i diritti umani, Presidente e fondatore del Laboratorio Politico/Culturale ALTERNATIVA)
 
 
 
 
Giovedì 27 settembre, Biblioteca/Mediateca Comunale, ore 21.15
La crisi di Coline Serreau (Francia/Italia 1992, col, 95’)
+ brindisi con bollicine locali e vini di Libera Terra “Centopassi”
Domenica 30 settembre, Dep Art (Piazzale Stazione), 21.15
REPLAY performance video-teatrale a cura di 7-8 chili
A seguire conversazione con i performers di 7-8 chili
Giovedì 4 ottobre, Palazzo Kursaal, ore 21.15
La vita in crisi
Incontro con Moreno Montanari (consulente filosofico, saggista, docente di storia e filosofia, dottore di ricerca in dialettica e mondo umano, analista biografico a orientamento filosofico)
 
Giovedì  11 ottobre, Biblioteca/Mediateca Comunale, ore 21.15
 
Carnage di Roman Polanski (Francia/Germania/Polonia/Spagna 2011, col, 79’) introdotto e commentato da Moreno Montanari
 
Giovedì 18 ottobre, Palazzo Kursaal, ore 21.15
Gli equivoci del nichilismo
Incontro con Moreno Montanari (consulente filosofico, saggista, docente di storia e filosofia, dottore di ricerca in dialettica e mondo umano, analista biografico a orientamento filosofico) con brevi sequenze da The Big Kahuna  di John Swanbeck e The Acid House di  Paul McGuigan
 
Giovedì 25 ottobre, Biblioteca/Mediateca Comunale, ore 21.15
1962-2012 El ángel exterminador compie 50 anni, ma non li dimostra, e ispira Il Dio della Carneficina di Yasmina Reza e Carnage di Roman Polanski
L’angelo sterminatore di Luis Bunuel (Messico 1962, b/n, 89’) + video-approfondimento delle scene a cura di Fernaldo Di Giammatteo
 
Sabato 3 novembre, Biblioteca/Mediateca Comunale, ore 16.30
(-) Senza indugio, Saturno... [Criticità dell'artista nella Storia dell'Arte]
Incontro con Luca Parmegiani (docente di storia dell’arte, saggista)
 
Giovedì 1 novembre, Biblioteca/Mediateca Comunale, ore 21.15
Post Mortem di Pablo Larrain (Cile 2010, col, 94’) introdotto e commentato da Tommaso La Selva
Giovedì 8 novembre, Biblioteca/Mediateca Comunale, ore 21.15
Qui finisce l’Italia di Gilles Coton (Belgio 2010, col, 84’), film-documentario tratto dal viaggio di Pier Paolo Pasolini in Millecento del 1959, da Ventimiglia a Trieste e dal libro fotografico “Pasolini. La lunga strada di sabbia” di Philippe Seclier (Milano, Contrasto Editore, 2005)
 
Sabato 10 novembre, Biblioteca/Mediateca Comunale, ore 16.30
LetteraDURA: scritture/letture ai tempi della crisi!
"racconti e riflessioni a più voci"  a cura di Filippo Massacci (Leggere 54 )
 
Giovedì 15 novembre, Biblioteca/Mediateca Comunale, ore 21.15
... infine Giove (+) [Ritorni consueti della creatività]
Incontro con Luca Parmegiani (docente di storia dell’arte, saggista)
 
Giovedì 22 novembre, Palazzo Kursaal, ore 21.15
Mondo dentro di Sergio Vallorani (Italia 2010, col, 47’) docufiction realizzata presso la Casa Circondariale di Marino del Tronto di Ascoli Piceno, dove Blow Up opera dalla primavera del 2008 grazie alla collaborazione con Cooperativa Sociale KOINEMA + sequenze da Cesare deve morire di Paolo e Vittorio Taviani e Tutta colpa di Giuda di Davide Ferrario + intervento a cura di Carla Capriotti e Mara Esposto di RADIO INCREDIBILE
Interverranno la direttrice del carcere dott.ssa Lucia Di Feliciantonio, Teresa Valiani (direttore responsabile di Io e Caino), Polizia Penitenziaria.
 
Sabato 24 novembre, Biblioteca/Mediateca Comunale, ore 16.30
L’uomo che piantava gli alberi di Frèdéric Back (Canada 1988, col, 30’) tratto dall’omonimo libro di Jean Giono, premio Oscar quale Miglior film corto d’animazione nel 1988 + proiezione dei contenuti speciali con un esperto di ecologia e scienze naturali che spiega le basi scientifiche del racconto (12’ ca) + Terra Madre di Ermanno Olmi (Italia 2009, doc, col 78’) ispirato ai convegni e al movimento realizzati dal creatore di Slow Food Carlo Petrini.
Giovedì 29 novembre, Palazzo Kursaal, ore 21.15
L’ECOLOGIA PROFONDA. Lineamenti per una nuova visione del mondo
Incontro con Guido Dalla Casa (ingegnere Elettrotecnico, ex dirigente ENEL, saggista,  docente presso la Scuola Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa di Rimini, corso di Ecologia Interculturale) autore di vari libri, tra cui “L’ECOLOGIA PROFONDA. Lineamenti per una nuova visione del mondo” (Mimesis edizioni, Eterotopie, Milano – Udine 2011).
Introduce Mario Carini di "Luoghi Comuni" (Movimento piceno di democrazia dal basso)
Giovedì 6 dicembre, Biblioteca/Mediateca Comunale, ore 21.15
Happiness di Todd Solondz (USA 1998, col, 140’) introdotto e commentato da Franco Lolli
 
Giovedì 13 dicembre, Palazzo Kursaal, ore 21.15
L'epoca dell'inconshow. La società borderline
Incontro con Franco Lolli (psicanalista di Associazione Lacaniana Italiana di Psicanalisi, direttore dell’Istituto abilitato alla formazione degli psicoterapeuti di Grottammare, direttore scientifico Centro Studi e Ricerca sull’Insufficienza Mentale, supervisore clinico presso enti pubblici e privati, saggista)
 
Giovedì 20 dicembre, Dep Art (Piazzale Stazione), ore 17 e ore 21.15
in collaborazione con i C.A.G. di Grottammare
Proiezione del video Ora o mai più (41’) frutto dell’omonimo laboratorio video-teatrale di IDEAZIONE TAM TAM GIOVANI dell’1 e 2 giugno 2012 curato al Dep Art dall’Associazione Culturale Blow Up, Fernando Micucci e Edoardo Ripani
+ alle 21.15, spettacolo (Des) Esistenza  a cura di Fernando Micucci ed Edoardo Ripani, liberamente ispirato a Il soccombente di Thomas Bernhard. La seduzione del genio e l'impossibilità di esserlo. Questa la condanna del protagonista, virtuoso del piano e talento "normale" che schiacciato dalla personalità del suo collega-amico, preferirà il rifugio, l'esilio autodistruttivo, la "non esistenza" di fronte all'uomo che si fa strumento  per inseguire i tasti del destino.  
Giovedì 10 gennaio, Dep Art (Piazzale Stazione), ore 21.15
IDENTITA’
Performance video-teatrale a cura di Fernando Micucci ed Edoardo Ripani
Quante personalità abbiamo? Qual è la vera e quella presunta? Chi siamo per noi e per gli altri? Un labirinto inestricabile di domande, un abisso di identità vere o presunte tali, cui lo svelamento scenico tenterà di dare vane risposte
+ PERSONA mostra fotografica di Daniele Cinciripini
+ brindisi con bollicine locali e vini di Libera Terra “Centopassi”
Sabato 12 gennaio, Biblioteca/Mediateca Comunale, ore 16.30
Saper vedere il cinema. Viaggio nei GENERI DE-GENERI
Prima puntata. “Introduzione al cinema di genere e Commedia”
a cura di Fabrizio Leone
Giovedì 17 gennaio, Biblioteca/Mediateca Comunale, ore 21.15
Omaggio a Giuseppe Bertolulcci passando per Pasolini e Gadda
Proiezione dello spettacolo teatrale Na specie de cadavere lunghissimo di Giuseppe Bertolucci con Fabrizio Gifuni, (70’), da Pier Paolo Pasolini e Giorgio Somalvico + frammenti da L’ingegner Gadda va alla guerra o della tragica istoria di Amleto Pirobutirro
 
Sabato 19 gennaio, Biblioteca/Mediateca Comunale, ore 16.30
Saper vedere il cinema. Viaggio nei GENERI DE-GENERI
Seconda puntata.  “La Fantascienza e il Fantasy” a cura di Sergio Vallorani
 
Giovedì 24 gennaio, Palazzo Kursaal, ore 21.15
CAMMINARE DOMANDANDO
Presentazione del libro La bisaccia del giornalista – L’informazione necessaria per il XXI secolo di Fausto Pellegrini (vice caporedattore Rai News 24) a colloquio con Tommaso La Selva.
Al libro è stato assegnato il prestigioso Premio Costadamalfilibri 2012.
+ intermezzi teatrali e mimici a cura di Eugenio Ravo
 
Sabato 26 gennaio, Biblioteca/Mediateca Comunale, ore 16.30
Saper vedere il cinema. Viaggio nei GENERI DE-GENERI
Terza puntata. "Tutti i colori del buio. Horror, Noir, Giallo, Thriller, Poliziesco, Action” a cura di Tommaso La Selva
 
Giovedì 31 gennaio, Biblioteca/Mediateca Comunale, ore 21.15
In memoria di me di Saverio Costanzo (Italia 2007, col, 105’)
  
Sabato 2 febbraio, Biblioteca/Mediateca Comunale, ore 16.30
Saper vedere il cinema. Viaggio nei GENERI DE-GENERI
Quarta puntata. "Mai temere il Leone. L'avventurosa storia del Western all'italiana” a cura del maestro Tonino Valerii (regista e sceneggiatore, ha diretto tra gli altri, I giorni dell’ira e Il mio nome è nessuno, aiuto regista di Sergio Leone in Per qualche dollaro in più)
 
Sabato 9 febbraio, Biblioteca/Mediateca, ore 16.30
Saper vedere il cinema. Viaggio nei GENERI DE-GENERI
Quinta puntata. "Eppur si muore. Viaggio ai confini tra orrore e pornografia” a cura di Tommaso La Selva
  
Giovedì 14 febbraio, Biblioteca/Mediateca Comunale, ore 21.15
1973-2013 The Exorcist  compie 40 anni
Saper vedere il cinema. Viaggio nei GENERI DE-GENERI. Il film
L’esorcista di William Friedkin (USA 1973, col, 122’) introdotto e commentato da Tommaso La Selva
 
Sabato 16 febbraio, Biblioteca/Mediateca Comunale, ore 16.30
Saper vedere il cinema. Viaggio nei GENERI DE-GENERI
Sesta puntata. “Musical, musicarelli e videoclip” a cura di Fabrizio Leone, Pino Liuzzi e Sergio Vallorani
Giovedì 21 febbraio, Biblioteca/Mediateca Comunale, ore 21.15
Corpo celeste di Alice Rohrwacher (Italia 2011, col, 98’)
 
Giovedì 28 febbraio, Biblioteca/Mediateca Comunale, ore 21.15
Inside Job  di Charles Ferguson (USA 2010, col, 104’)
 
Sabato 2 marzo, Biblioteca/Mediateca Comunale, ore 16.30
Finestra sul progetto “IDENTITA’ PARALLELE. Stranieri nel proprio paese? Io, il lavoro e…” in collaborazione con F For Fake, tra tentativi di crowdfunding e finanziamenti europei
Progetto interculturale ed interetnico di natura video/fotografica a cura di Marco Biancucci e Giordano Viozzi, che si prefigge di sviluppare racconti e relazioni tra le persone abitanti lungo il 43° parallelo terrestre (primo segmento Grottammare – Mostar).
 
Giovedì 7 marzo, Palazzo Kursaal, ore 21.15
Chi dice donna dice danno
Incontro con Cinzia Maria Rossi, autrice di “Manuale di democrazia: il dibattito femminile alla Costituente su parità, famiglia e lavoro” (Pescara, Ianieri Editore, 2009),Filomena Delli Castelli, una donna abruzzese alla Costituente repubblicana e al Parlamento italiano (Teramo, Edigrafital Editore, 2006), “Le comiche siamo noi. Donne allo sbaraglio” (Pescara, ianieri Editore, 2009) e proiezioni di sequenze tratte dal capolavoro “Bellissime” di Giovanna Gagliardo (Italia 2004-2006, col, 124’- 181’)
Interverranno Paola Petrucci (consigliera di Parità della Provincia di Ascoli Piceno) e Simona Carlini (architetto e consigliera Comune di Montalto Marche)
 
Giovedì 14 marzo, Palazzo Kursaal, ore 21.15
Danziamo, danziamo, altrimenti siamo perduti
Pina di Wim Wenders (Germania, Francia, Gran Bretagna 2011, col, 106’)
anticipato dalla coreografia di teatro danza BEI GESTI ÿ OMNIA Equidistanze di donna
Concetto, coreografie e regia di Antonella Ascani, con Massimo Castagnini e Alessandro Di Melchiorre e con la partecipazione degli allievi di Hopera Ballet – Istituto Formazione Danzatori
 
Giovedì 21 marzo, Ristorante Sabya Beach, ore 20.15
Cena degli avanzi – negli anni della crisi non si butta via nulla
+ proiezioni di brevi sequenze di cene “critiche” da Una vita difficile di Dino Risi, Lo scopone scientifico di Ettore Scola, Novecento di Bernardo Bertolucci, Tempi moderni e La febbre dell’oro di Charlie Chaplin, Il fantasma della libertà di Luis Bunuel, Ladri di biciclette di Vittorio De Sica, Quarto potere di Orson Welles, Festen – festa di famiglia di Thoams Vinterberg, Il secondo tragico Fantozzi di Luciano Salce, La crisi di Coline Serreau, Mr. Bean's Holiday di  Steve Bendelack,  Machan di Uberto Pasolini, Indiana Jones e il tempio maledetto di Steven Spielberg, ecc.
 
Presentazione XVIII stagione

L’associazione culturale Blow Up di Grottammare, in occasione della propria diciottesima stagione, ha in programma per l’anno sociale 2012-2013, in linea con la propria storia, con le passioni, le ricerche, i laboratori e le attività didattiche e di animazione culturale e sociale di tutti noi che vi operiamo, una serie di iniziative che intendono affrontare il complesso tema della crisi da vari punti di vista tentando contemporaneamente di risalire alle cause e di

proporre opportunità per uscirne più consapevoli e più forti di prima.

Le macerie (prime) che rimandano tristemente alle conseguenze di catastrofi naturali recenti, oltre che ai dissesti socio-culturali ed economici che stanno mettendo a rischio la tenuta del nostro sistema paese e quella degli equilibri internazionali, vorremmo si trasformassero in materie prime con cui ricostruire il nostro presente e il nostro futuro, un’opera complessa e ambiziosa che rappresenta la sfida individuale e collettiva più importante della nostra epoca.

Siamo convinti che nelle macerie dell’individualismo sfrenato, del nichilismo, del cinismo e del capitalismo consumistico sia possibile rintracciare una serie infinita di opportunità con cui immaginare, progettare, creare un mondo migliore, attraverso la partecipazione, la solidarietà, la circolazione delle idee e dei saperi, l’impegno individuale e la spinta dal basso.

Indecisi fino all’ultimo sull’immagine che avrebbe dovuto riassumere e comunicare le nostre intenzioni, alla fine, tra la pur sempre bellissima Holland House Library, attualmente associata all’iniziativa del 10 novembre, e le altre cercate e venuteci in mente, abbiamo scelto quattro fotogrammi dal finale di Zabriskie Point di Michelangelo Antonioni, in cui una giovane donna, mentre sale il ginsberghiano urlo di Careful with That Axe, Eugene, lì rinominata Come In Number 51, Your Time Is Up dei Pink Floyd, immagina l’esplosione di una villa-cattedrale nel deserto, simbolo di una concezione del mondo e della vita che negli ultimi decenni ci ha condotti“nell’abisso della nostra epoca buia”, tra guerre economico-finanziarie globali(zzate) e raffinata macelleria sociale.

Un po’ come la giovane donna del film, anche noi, dopo aver immaginato, e quasi auspicato, l’esplosione della società dei consumi, dello spettacolo e della vita liquida, vorremmo voltare le spalle al passato e dirigerci verso una nuova luce partendo da un’azione beuysiana e simbolicamente forte costituita da un segno fatto a mano sulla “c”di macerie trasformandola attraverso migliaia di reiterazioni del gesto in una“t” di materie.

25 appuntamenti tra film e incontri con ospiti, 3 performance video-teatrali, 1 cena a tema, 7 incontri multimediali di natura didattica sui generi cinematografici, per un totale di 36 iniziative culturali spalmate tra metà settembre 2012 e metà marzo 2013, numerosi gli ospiti di prestigio del mondo della cultura e del sociale con cui affronteremo il tema della crisi declinandolo per materie, saperi e sensibilità, vari film-capolavori, tra cui alcuni assolutamente inediti e mai proposti nel nostro territorio, di giovedì sera e di sabato pomeriggio, a parte qualche eccezione, tra Biblioteca/Mediateca Comunale, Palazzo Kursaal e Dep Art (Piazzale Stazione), nella sempre più bella e accogliente città di Grottammare.

Una stagione che costituisce un corpo unico, al contempo articolato ed omogeneo ma godibile anche per sezioni, per temi o per singole iniziative, che non preclude certo al pubblico la possibilità di scegliere attraverso la differenziazione delle offerte culturali, pur richiamandone l’attenzione a tener presente i vari fili rossi che collegano alcune iniziative tra di esse.

Tutti gli appuntamenti sono gratuiti una volta effettuata la tessera F.I.C. 2012-2013 rilasciata e timbrata dall’associazione culturale Blow Up a 10 €.
Le tessere possono essere velocemente fatte all’ingresso di ogni iniziativa della stagione.

I 10 € della tessera sono di vitale importanza per la sopravvivenza dell’associazione e delle sue attività socio-culturali, nonché per la riuscita della stagione stessa e delle collaborazioni con altre realtà associative, artistiche, culturali e con gli ospiti che interverranno.

E’ sempre più difficile riuscire a fare cultura nelle modalità in cui noi di Blow Up l’intendiamo, possibilmente priva di sensazionalismi, svincolata dalle logiche dettate dalla TV, capillare nel territorio, concreta, quotidiana, che valorizzi i talenti e le potenzialità delle persone, che crei aggregazione sociale, interculturale ed interetnica e che sviluppi il senso civico e l’estetica relazionale.
Forse, prossimamente, ricorreremo al web e al crowdfounding di cui si parla tanto, ma la nostra forza è, e rimarrà, la vostra presenza fisica alle nostre iniziative, il passaparola, l’essere seguiti in rete (blog, pagina Facebook, sito), i messaggi e le richieste di collaborazione che riceviamo e che inoltriamo e che di anno in anno accrescono e migliorano i nostri contatti. Vi aspettiamo!


Sergio Vallorani(presidente associazione culturale Blow Up)

venerdì 20 luglio 2012

Omaggio a Mario Carotenuto


L’associazione culturale Blow Up, in collaborazione con il Comune di Grottammare – Assessorato Politiche Sociali e Giovanili e con la Provincia di Ascoli Piceno -Politiche Sociali e Giovanili, con i Centri di Aggregazione Giovanile di Grottammare, con La Mediateca Comunale di Grottammare, grazie alla Legge Regionale 46/95, rende omaggio ad un grande attore del Novecento. Mario Carotenuto, romano, sposato con Gabriella Cottignoli, attrice teatrale, con la quale ha condiviso una vita, originaria di Grottammare, città in cui spesso Mario Carotenuto passava con la moglie le vacanze e in cui ha deciso di essere sepolto.
Un attore completo, Carotenuto, che ha lavorato al fianco dei più grandi della sua generazione, da Sordi alla Mangano, da De Sica a Totò, da De Funes a Nino Manfredi, da Mastrianni alla Magnani, da Bice Valori, Monica Vitti e Tina Pica a Mina, Celentano, Gaber, Buscaglione, Modugno, da Tognazzi a Gassman, da Valter Chiari a Claudio Villa e tanti altri, praticamente tutti, attraverso l’avanspettacolo, più di cento film, diversi sceneggiati televisivi, i musical di Garinei e Giovannini, le trasmissioni TV, il teatro negli ultimi anni.
Un caratterista indimenticabile grazie al quale i grandi potevano dare il meglio di loro e gli emergenti potevano crescere. Un attore straordinario che ha saputo interpretare i mille volti degli italiani dagli anni Cinquanta alla fine del Novecento.

4 serate da non perdere per ripercorrere alcune fasi salienti della sua strepitosa carriera e della sua intensissima vita.




mercoledì 30 maggio 2012

Incontro con l' autore : Heysel di Emilio Targia

L’associazione culturale Blow Up di Grottammare presenta
domenica 3 giugno 2012, alle ore 21.15, presso la Sala Kursaal di Grottammare.


“Heysel 29 05 1985 prove di memoria ”, scritto dal giornalista, radiofonico e vicecaporedattore Emilio Targia di radio Radicale.


conversano con l' autore  Tommaso La Selva (critico cinematografico e membro di Blow Up) e Pier Paolo Flammini (giornalista di RivieraOggi).

Sono passati 25 anni da quel 29 Maggio del 1985, quando 39 persone, in gran parte tifosi bianconeri, persero la vita allo stadio Heysel di Bruxelles, dove si giocava la finale di Coppa dei Campioni Juventus-Liverpool. Da quella notte che trasformò un sogno in un incubo. Una curva in un sudario. Un prato verde in un fronte di guerra. Cosa è rimasto oggi di quella tragedia annunciata? Quali immagini, quali volti, quali parole si sono sedimentate nella memoria? E quali invece sono state sconfitte dal tempo, dall’ipocrisia, dall’indiffernza? E perché ancora oggi in alcune curve italiane campeggiano striscioni con la scritta “Heysel, 29 gobbi di meno”?

Emilio Targia, sopravvissuto per caso a quella notte di follia, prova oggi a mettere insieme gli appunti, i ricordi, le parole di quel 29 maggio. Di quel che accadde prima. E di quel che non accadde dopo. Una prova di memoria a più voci, con le testimonianze di ex-giocatori, scrittori, politici, giornalisti e artisti che quella sera vissero in prima persona la tragedia dell’Heysel. O che seguirono da casa la drammatica diretta televisiva. E con il racconto inedito di alcuni sopravvissuti.
Un lavoro dedicato soprattutto a quelle 39 persone innocenti. Morte per una partita di calcio.
Perché dimenticare sarebbe ucciderle una seconda volta.

“Heysel – Prove di memoria” prova a sciogliere i ricordi di ciascuno nell’inchiostro, per farne testimonianza.
prefazione di Walter Veltroni   postfazione di Sergio Brio
Con i contributi di Sandro Veronesi, Maurizio Crosetti, Giancarlo Padovan, Francesco Graziani, Gianfranco De Laurentiis, Luca Beatrice, Gigi Moncalvo, Maurizio Paniz, Andrea Sarubbi, Lucio Cappelli, Massimo Zampini, Antonello Angelini, Matteo Marani, Michele Di Branco, Giuseppe Pollicelli, Vittorio Oreggia, Valerio Rosa, Leo Turrini, Simone Navarra, Michele Plastino, Domenico Laudadio, Paolo Belli, Emilio Cambiaghi, Amedeo Carassai, Alessandro Scarano, Giuseppe Belviso, Gianni De Michelis.
E con un saggio crossmediale di Edoardo Fleischner.

Emilio Targia, giornalista e autore radiofonico, saggista. Per Radio Radicale – di cui è vicecaporedattore – conduce da oltre 10 anni le rubriche settimanali Media e dintorni e Media dossier. È opinionista nella trasmissione televisiva La Juve è sempre la Juve in onda su T9. Nel 2001 ha pubblicato l’inchiesta Sotto il web-sito niente e nel 2008 con Federica De Maria e Edoardo Fleischner il saggio cross-mediale Chi ha paura di Beppe Grillo?

“È una tragedia che è stata molto rapidamente rimossa. Perché appunto è avvenuta nel circo. E le tragedie nel circo bisogna rimuoverle. Perché se rimangono lì, poi il circo si spopola. Anche io ho verificato la stessa cosa: quando si parla di Heysel alcuni giovani non sanno di cosa si stia parlando. E invece bisogna ricostruirla, la memoria. Bisogna dare la cognizione del dolore di quel che è accaduto quella sera…”

(dalla prefazione di Walter Veltroni)

“Non fu facile per noi giocatori, in quel clima, andare sotto la curva dei tifosi della Juve per placare gli animi. Rischiammo. E rischiò in prima persona anche Gaetano Scirea, che poi fece quel famoso appello al microfono dello stadio. Quando ci rivediamo cerchiamo di evitare il discorso. Non sono bei ricordi. Li viviamo ciascuno in modo diverso, individuale.”
(dalla postfazione di Sergio Brio)

“La vicenda dello stadio Heysel, per me personalmente, oltre che nella sua tragicità storica, la ricordo come il punto più basso della mia passione calcistica. Perché io appunto, quella sera, sottovalutai quanto accadde. O forse non volli neanche capirlo. Mi hanno detto dopo che alla tv invece avevano parlato dei morti. Lo avevano detto, ma io… non me lo ricordo…”
(dall’intervento di Sandro Veronesi)

“Ero in studio a Roma, un po’ per caso in realtà. Ero al Tg2 a quell’epoca e avremmo dovuto fare il collegamento pre-partita con Bruno Pizzul che era a Bruxelles, per poi ricollegarci in seguito per seguire la partita in diretta. Le cose poi hanno preso, come noto, tutta un’altra piega. E il collegamento che sarebbe dovuto durare solo 2 minuti è andato avanti invece per molto più tempo. Era una situazione estremamente difficile. Ma non mi ha mai sfiorato il dubbio sulla opportunità di quella diretta…”
(dall’intervento di Gianfranco De Laurentiis)

“… Quando la partita ebbe inizio, ero come in trance… La vidi tutta ma non ricordo nulla. Ricordo solo quel pensiero e quelle povere vittime. Oggi, dopo 25 anni, ripeto ancora quella domanda… PERCHE’? La risposta ancora non l’ho trovata…”
(dall’intervento di Paolo Belli)

“Craxi era a Mosca, e da Mosca vide la cosa. Tra l’altro scoprii solo dopo che gli italiani e il resto del mondo videro in maniera più precisa quello che era successo. Noi non l’avevamo ancora visto. Io scoprii la realtà coi miei occhi solo quando qualche decina di minuti dopo decisi di uscire dallo stadio per andare a coordinare i soccorsi negli ospedali, e mi trovai di colpo uscendo dallo stadio con una fila di cadaveri, 30 o 40, non lo so, non mi ricordo quanti erano, allineati fuori, esattamente fuori dalla porta da cui si usciva dallo stadio. E dovemmo scavalcarli…”
(dall’intervento di Gianni De Michelis)

lunedì 7 maggio 2012

Disincanti marini - Parole, visioni e suggestioni


L'Associazione Culturale "Blow Up" è lieta di presentare la
conferenza-spettacolo "Disincanti Marini"
ideata e interpretata da da Francesco Casagrande.
L'iniziativa è stata organizzata in collaborazione con l'Associazione "Leggere54" e la rivendita di pesce fritto "Olio", con il sostegno del Comune di San Benedetto del Tronto.


Si tratta di una performance di natura multimediale scritta e condotta da Francesco Casagrande con la partecipazione degli attori Edoardo Ripani e Fernando Micucci, in cui si racconteranno, si interpreteranno e si leggeranno brani originali e non, sul rapporto uomo-natura ed in particolare sul rapporto uomo-mare, e in cui si svilupperà un dialogo con le immagini di film, documentari e fiction televisive sempre dedicate allo stesso tema marino. Il mare ha richiesto poi come cornice dell'evento gli spazi suggestivi e consonanti del Museo della Civiltà Marinara di San Benedetto del Tronto: l'appuntamento è per sabato 12 maggio alle ore 17.30.
A seguire un breve intervento critico di Filippo Massacci di "Leggere 54" e per finire in bellezza, sempre per restare in tema, un aperitivo con frittura di paranza e vino bianco doc.

domenica 5 febbraio 2012

LE ROTTE DEL TANGO E L’ARTE DELL’INCONTRO


La vita, amico mio, è l’arte dell’incontro - Vinicius De Moraes


Video musicali, letteratura, cinema e coreografie con Roxana Batista, Adan Schwindt, Fabio Sorce, Aglaia Gyra

Domenica 12 febbraio dalle 16,30 alle 18,30, presso il Kursaal di Grottammare, si terrà la manifestazione “Le rotte del tango e l’arte dell’incontro”.

L’appuntamento che vede il patrocinio dell’Ambasciata Argentina, della Città di Grottammare Ass.to Cultura e Turismo ed Ass.to Politiche Sociali e Giovanili, l’adesione della Casa Argentina Latinoamericana e Consulta Stranieri, è ideato e diretto dallo scrittore - giornalista Enzo Angelini in collaborazione con l’associazione culturale “Blow Up” che da diversi lustri opera sul territorio piceno. L’iniziativa vuol essere un viaggio geografico ed emotivo, in epoca di violenta globalizzazione e tumultuose emigrazioni, sulle rotte che ha compiuto il tango, musica popolare per eccellenza nata dal crogiolo d’immigrati europei in Argentina ai primi del ’900 e quelle successive che l’hanno consegnato in tutto il mondo. Rotte segnate da un humus di nostalgia - melanconia della partenza, dell’assenza d’affetti e luoghi d’appartenenza, che non cessano di attrarre un vasto pubblico in quanto sentimenti universali che, con musica e poesia, diventano arte e che, nel tango, propiziano l’incontro tra uomo e donna. Si trasmetteranno musiche che nascono dagli stessi sentimenti: il fado, la morna, etc. Si parlerà di saudade con Helena Silveira Netto Trentin docente di lingua e letteratura portoghese e brasiliana all’Università d’Annunzio - Chieti, nonché portavoce della consulta stranieri di Grottammare. Saranno proiettati video musicali che partiranno dall’Italia con Vinicio Capossela ed approderanno in Argentina con Anibal Troilo, d’origine italiana, e compositore di tanghi negli anni ’50. Si sbarcherà nel Portogallo dei Madredeus per il concetto di saudade. Si giungerà a Capo Verde per la morna omaggiando Cesaria Evora, recentemente scomparsa, con Goran Bregovic in “Ausencia” e l’esecuzione di “Tango to Evora”. Poi, un video d’Ivano Fossati: “Italiani d’Argentina”. Ed ancora, il sassofonista argentino Leandro “Gato” Barbieri che anticipò negli anni ’60 la cosiddetta “world music” (un grammy award nella carriera) con “Milonga triste”; quindi “Vuelvo a Sur”, composta da Fernando Solanas ed Astor Piazzolla di ritorno dall’esilio della dittatura militare argentina, ed interpretata da Teresa Salgueiro; la lettura del brano di Enzo Angelini “I ballerini di tango” pubblicato nel 2006 ed il finale con musiche composte da Francesco Guccini: “Tango per due”, da Fabrizio De Andrè e Roberto Ferro: “Lunfardia” interpretata da Adriano Celentano e sequenze di “Ultimo tango a Parigi” del regista Bernardo Bertolucci con Marlon Brando e Maria Schneider. Il tutto con la partecipazione degli attori teatrali Fernando Micucci e Simona Del Gran Mastro che leggeranno testi d’alcune canzoni e gli insegnanti di tango: Roxana Batista ed Adan Schwindt, coadiuvati da Fabio Sorce ed Aglaia Gyra, che eseguiranno coreografie ad hoc. Una miscellanea di musica, letteratura, cinema e danza che sarà cifra e chiave di lettura della manifestazione.

domenica 30 ottobre 2011

Vivere la Filosofia - Laboratorio di filosofia pratica a cura di Moreno Montanari


Raffaello - Scuola di Atene

Associazione Culturale Blow Up e Città di Grottammare


presentano

Vivere la filosofia

Laboratorio di filosofia pratica a cura di Moreno Montanari





“La filosofia è la vita che si prende cura di se stessa”     R. Safranski

Secondo Pierre Hadot: “la filosofia non consiste nell'insegnamento di una teoria astratta, e meno ancora in un'esegesi di testi, ma in uno stile di vita determinato che impegna tutta l’esistenza. È un progresso che ci fa essere più pienamente, che ci rende migliori, che cambia l’essere di colui che lo compie, che segna una metamorfosi della personalità e della nostra visione del mondo, facendoci passare dallo stato di vita in-autentica, oscurata dall’incoscienza, rosa dalle preoccupazioni, allo stato di vita autentica, dove l’uomo raggiunge la coscienza di sé, degli altri e del mondo.” (P. Hadot, Esercizi spirituali e filosofia antica, Einaudi, Torino, 2005).

Per farlo la filosofa deve tornare a calarsi nel mondo, nella vita di tutti i giorni e dialogare con i dubbi, le speranze, i desideri, le paure e i pregiudizi delle persone per riabbracciare e rilanciare quello sguardo meravigliato davanti alle cose dal quale nasce e che la porta a domandarsi “perché?” e a provare a rispondere. Ed è appunto quanto si propone di fare questo ciclo di incontri, insieme a quanti decideranno di prenderne parte.

Gli incontri sono ideati e condotti da Moreno Montanari, consulente filosofico, analista biografico ad orientamento filosofico, dottore di ricerca in filosofia, autore di saggi quali Hadot e Foucault nello specchio dei greci, (Mimesis, Milano, 2009); La filosofia come cura, (Unicopli, Milano, 2007), Consulenza filosofica: terapia o formazione? (orecchio di Van Gogh, Chiaravalle, 2006), Il Tao di Nietzsche (Mimesis, Milano, 2004), e di diversi articoli sulla consulenza filosofica e sulla psicologia del profondo per alcune prestigiose riviste del settore (Adultità; Nuova rivista di psicologia analitica; Phronesis, ecc).

I sei incontri si svolgeranno di mercoledì sera e avranno luogo presso la sala Kursal di Grottammare, dalle ore 21.15 alle ore 22.45 secondo il seguente calendario:

1. 16 novembre: Non gioco più, me ne vado. La tentazione di ritirarsi dal gioco della vita. (spunti da Hegel, Nietzsche, Wittgenstein, Rimpoche)

2. 23 novembre: Esistenza autentica ed esistenza inautentica. (spunti da Heidegger, Jaspers, Hadot, Ortega)

3. 30 novembre: La cura delle passioni. (Platone, Epicuro, Epitteto, Buddha)

4. 7 dicembre: Un brivido s’impadronisce di me: La meraviglia di fronte alla natura. (spunti da Lucrezio, Seneca, Marco Aurelio, Schopenhauer)

5. 14 dicembre: La casa comune: Etica come ricerca di senso. (spunti da Heidegger, Zambrano, Morin, Foucault)

6. 21 dicembre: La paura mangia l’anima. (spunti da Epicuro, Hegel, Freud, Heidegger)

INGRESSO LIBERO

venerdì 23 settembre 2011

Cineforum Blowup stagione 2011/2012 rassegna di Grottammare

Martedì 1° novembre alle ore 21.30 presso la sala Kursaal di Grottammare, sesto appuntamento della rassegna con il film I giorni del cielo di Terrence Malick. La pellicola racconta una vicenda ambientata all'inizio del '900: una coppia di amanti e una ragazzina lasciano Chicago per lavorare in una piantagione del Texas. L'uomo induce l'amante a sposare il proprietario delle terre. Storia di anime dannate nella cornice di una saga rurale in cui i paesaggi del Texas (trovati in Canada) sono esaltati dalla splendida fotografia di Nestor Almendros che richiama la pittura di Edward Hopper e che ebbe un Oscar. Emozionante e accattivante la partitura di Ennio Morricone che ottenne la nomination all'Oscar. Spicca l'interpretazione di Sam Shepard, malinconico feudatario. Premio della regia a Cannes.













Martedì 25 ottobre alle ore 21.30 presso la sala Kursaal di Grottammare, quinto appuntamento della rassegna con il film Faust di Friedrich Wilhelm Murnau (Germania 1926, b/n, 85’)

La pellicola racconta la storia di Mefistofele che tenta il vecchio mago Faust prima con la possibilità per un giorno di compiere miracoli, poi con i piaceri della giovinezza. Faust seduce Margherita che, quando il suo bambino muore, è condannata al rogo per infanticidio. Maledetta la giovinezza e ritrasformato in vecchio, Faust sale sul rogo. Nell'epilogo in cielo l'arcangelo Gabriele annuncia che l'amore ha reso nullo il patto e ha salvato l'anima di Faust. È l'ultima pellicola diretta da Murnau in patria, prima dello sbarco a Hollywood. Un vero capolavoro, pieno di grandi immagini narrate con grande sapienza. La storia non attinge solo dal dramma di Goethe, ma si rifà anche a Marlowe e alle leggende tedesche.

Martedì 11 ottobre a Grottammare alle ore 21.30 presso la sala Kursaal, terzo appuntamento della rassegna con il film Le modelle di Via Margutta di Giuseppe Maria Scotese (Italia 1946, b/n, 72’ ) con Pericle Fazzini. Il film racconta la storia di un ambiente artistico del tutto amorale, in cui sono presentati alcuni aspetti della vita di qualche studente del pensionato e di alcune modelle. Un pittore deluso, vissuto in povertà, muore tisico lasciando in pianto l'amica; un attore sempre mezzo ubriaco, si diverte con stupidissime ed equivoche ragazze; altri pittori e scultori compaiono più fuggevolmente ed infine c'è un musicista, separato dalla moglie, che si accende di subitanea passione per una giovane modella la cui madre, che visse in gioventù ugual vita, la spinge a seguire l'amore. La trama è quella collaudata della Bohème. In alcuni piccoli ruoli appaiono autentici pittori e scultori tra cui Fazzini, Gentilini, Guzzi e Savelli. Interverranno la figlia del regista Graziella Scotese, il sindaco di Grottammare Luigi Merli e l’assessore alla Cultura e Turismo Enrico Piergallini








Presentazione XVII stagione


L’Associazione Culturale Blow Up di Grottammare, in occasione della propria diciassettesima stagione, ha in programma per l’anno sociale 2011-2012, in linea con la propria storia e con le passioni, le ricerche, i laboratori e le attività didattiche e di animazione culturale di tutti noi che vi operiamo, una serie di iniziative che intendono valorizzare i legami tra le arti: il cinema, la fotografia, la pittura e la scultura, l’architettura e il design, la danza, il teatro, la musica, la letteratura, il video, i fumetti, la moda, la scenografia…Oltre che tentare di rafforzare i legami tra le persone e gli spazi pubblici che negli ultimi decenni sono stati sempre di più abbandonati per il consumo privato della cultura.

Come sempre in rete, ossia in collaborazione, oltre che con l’amministrazione pubblica di Grottammare, anche con altre amministrazioni locali, con singoli ed entità associative che si occupano di cultura nel nostro territorio, e sotto la consueta ala protettrice della Federazione Italiana Cineforum.

Come sempre Blow Up propone, attraverso un cartellone intenso e diversificato, varie azioni culturali e di natura didattica, tra cui una dedicata alle dinamiche di scambio tra il cinema e le forme dell’arte, con diversi workshop pomeridiani e serate a tema; una costituita da un laboratorio multimediale di 7 incontri, che si riallaccia a “Il cinema che visse due volte – corso di storia e antistoria della settima arte” dello scorso anno, indirizzata a chiunque voglia saperne di più sulla grammatica del linguaggio cinematografico, sull’analisi del film e sulla critica cinematografica; un’altra con delle performance video-teatrali dal vivo; una interamente legata alla rappresentazione della Shoah nelle arti.

Anche quest’anno la stagione si svolgerà in più spazi messi a disposizione dall’amministrazione comunale affinché il senso del pubblico, della condivisione e della convivialità che la cultura ha in sé non vengano mai meno e che tutti i cittadini continuino a goderne democraticamente.

L’obiettivo, che è nel nostro dna da quando esistiamo e operiamo sul territorio, è la comunicazione: (ri)creare e sostenere una sana e appassionata aggregazione sociale, attraverso l’amore per la riflessione e per la discussione partendo dai luoghi pubblici del pensiero e della circolazione delle idee, quali biblioteche, scuole, auditorium, teatri, cinema, piazze, ma anche centri di aggregazione giovanili, centri di servizio sollievo, case di riposo, case circondariali…

In un recente libro di Antonella Agnoli, Le piazze del sapere, si legge ad un certo punto di quanto potrebbe essere rivoluzionario «ricostruire luoghi di dibattito, di conoscenza, di informazione: piazze ma anche biblioteche intese come piazze coperte dove la possibilità di incontrare amici sia altrettanto importante dell’opportunità di prendere in prestito un libro o un film», affinché il concetto di comunità non diventi appannaggio esclusivo di internet e dei social network.

Fortunatamente a Grottammare, come anche a Cossignano, le “piazze del sapere” non hanno mai smesso di esserci e di funzionare, e noi, nel nostro piccolo, non smetteremo mai di fare la nostra parte per mantenerle vive, accessibili e aperte.

Ecco perché a Grottammare saremo in Biblioteca e quindi in Mediateca, attraverso immagini e parole, a tenere i nostri incontri di avvicinamento (e approfondimento) ad alcune opere d’arte pittoriche, architettoniche, musicali, cinematografiche, ecc.; al Kursaal e al Dep Art, a proporre le nostre visioni, i nostri laboratori, le nostre performance e i momenti conviviali.

Ed ecco perché saremo di nuovo alla Sala delle Culture di Cossignano, e speriamo in molti altri spazi pubblici ancora, per incontrare sempre più persone che non si accontentano di ritrovarsi su facebook ma che vogliono ritornare sulla strada, nella piazza. Per dirla con Gaber, quella strada, quella piazza su cui si può ancora contare, che è l’unica salvezza, che rappresenta la voglia e il bisogno di uscire, di esporsi, «perché nelle case non c’è niente di buono, c’è tutto che puzza di chiuso e di cesso» e le TV, generaliste, tematiche o a pagamento che siano, sono sempre accese come orwelliani e bradburyani strumenti di distrazione di massa.

Dopo la scelta vincente della scorsa stagione di non emettere più biglietti rendendo tutte le iniziative gratuite con la nostra tessera F.I.C., anche quest’anno si potrà stare insieme di martedì sera e qualche sabato pomeriggio, spendendo soltanto 5 € per tutta la stagione.

La sezione DOPPIO SGUARDO. Cinema e Forme dell’Arte fra Tradizione e Passaggi di Tempo si snoderà a partire da martedì 27 settembre 2011 fino a giovedì 12 aprile 2012.

Vi saranno 6 workshop a tema, di sabato pomeriggio, nei quali attraverso letture, commenti, riflessioni, analisi di sequenze e di foto ci si avvicinerà con maggior consapevolezza alla visione dei numerosi film in rassegna.

Ad accompagnare il pubblico in questa nuova avventura saranno, oltre noi di Blow Up, l’amico Filippo Massacci (Blow Up e Leggere 54), Edoardo Ripani, Fernando Micucci, Luca Parmegiani, Gianluca Pulsoni, Vincenzo Di Bonaventura, il Collettivo [f/] e Raffaele Venieri, Cristiano Marchegiani, Simona Carlini, Tiziana De Angelis, Stanislao Pasqualini, Antonio Attorre.

A conclusione della stagione vi sarà una cena a dir poco speciale al Sabya Restaurant ispirata ad uno dei più bei film di Peter Greenaway, “Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante”, che sarà proiettato durante il pasto multicolor.

Da metà gennaio a fine febbraio, ogni sabato pomeriggio, in Mediateca, Tommaso La Selva, Fabrizio Leone ed il sottoscritto proporranno Saper vedere il cinema. Viaggio nella grammatica del linguaggio cinematografico. Sette incontri da due ore e mezza cadauno per capire, attraverso parole ed immagini, i meccanismi della narrazione cinematografica e quelli della critica che ne teorizza l’estetica.

Sono molte le serate assolutamente imperdibili: a partire dalla prima, con la mostra fotografica del Collettivo[f/] e la proiezione del pluripremiato documentario su The Doors del grande direttore della fotografia Tom Dicillo, passato da qualche anno dietro la macchina da presa, poi la seconda con la proiezione del capolavoro di Sokurov, il cui ultimo film ha trionfato al recente festival di Venezia, per non parlare della terza in cui il raro film di Scotese con Pericle Fazzini tra gli artisti-attori protagonisti della pellicola, sarà presentato dalla figlia dell’artista-regista, amico di Fazzini. Poi tutti i workshop a tema, le performance video-teatrali, le serate con gli ospiti e quelle con le proiezioni di rarità introvabili dedicate alla danza classica, alla fotografia, allo stile di Giorgio Armani, al genio di Alan Moore…fino alla cena multicolor di fine stagione.

Poi c’è la rassegna cossineanese, suddivisa in due tranche, tra settembre e fine ottobre, e tra maggio e giugno 2012, presso la Sala delle Culture, dal titolo I DIECI COMANDAMENTI AI NOSTRI GIORNI – Viaggio nel cinema di Krysztof Kieslowski, maestro dell’invisibile, con la proiezione del “Decalogo” introdotto e discusso da noi insieme a Moreno Montanari (docente di filosofia, saggista e consulente filosofico), e la proiezione di altri 6 film del grande cineasta polacco.

Queste e tante altre iniziative, qui non riferite, abbiamo in programma di svolgere e di portare avanti confidando nella collaborazione e nel sostegno di chiunque voglia mettersi in gioco, da spettatore o attore, da regista, da comparsa o da protagonista, perché come in un film, anche nella vita reale e nella comunità c’è un ruolo per tutti e tutti i ruoli sono importanti. L’unico errore sarebbe non parteciparvi affatto. A tal proposito, da qualche mese, stiamo lavorando al progetto “Blow Up 25a ora”, un laboratorio per giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni sufficientemente folli e affamati, per dirla con Steve Jobs, che abbiano voglia di realizzare idee, sviluppare intuizioni, condividere passioni, tempo ed energie con noi, con i nostri soci e con tutte le persone con cui Blow Up è in contatto o potrebbe entrare in contatto. Da parte nostra garantiremo la massima apertura e la piena disponibilità di strumenti ed energie, mettendo a disposizione la nostra esperienza quasi ventennale nell’ambito della cultura e del sociale, dell’anim-azione culturale, della comunicazione e delle produzioni video. Giovani, folli e affamati di tutto il mondo unitevi al progetto “Blow Up 25a ora”!

Sergio Vallorani
(presidente Associazione Culturale BLOW UP)

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