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domenica 1 dicembre 2013

Pinocchio a scuola - Un esperienza didattica




Ciao Filippo, 

ho letto e riletto Pinocchio tante volte, è un libro che continuo a trovare bellissimo, che ho regalato molto  e spesso l'ho adottato a scuola con le varie classi (quando insegnavo italiano) come testo aggiuntivo che ci accompagnava durante l'anno. Ti posso dire che anche ai bambini è sempre piaciuto molto, li ha proprio  appassionati e per i temi che propone e le riflessioni che suscita è sempre attualissimo……………...
giusto nel pomeriggio di ieri passando davanti a una classe ho visto che stavano vedendo sulla Lim*  Pinocchio di Comencini,  mi sono fermata un attimo a rivedere la scena del burattino inseguito dai carabinieri. La classe era attentissima e presa dal film, non volava una mosca. Poi la collega mi ha spiegato che intende lavorarci tutto l'anno con il gruppo di alunni che faranno attività alternative alla religione cattolica visto che i temi del libro ben si prestano a trattare argomenti sia legati alla convivenza civile che all'intercultura : da una parte  il dolore, le tentazioni, le bugie, il tema delle scelte facili , la ricerca del divertimento, le amicizie che trascinano verso strade pericolose, dall'altra  però anche i temi del diverso, dell'amore toccante di Geppetto  e della Fata Turchina, del sacrificio, della povertà, della dedizione, delle regole, della rinuncia.
Pinocchio è davvero uno spaccato di vita, anzi è la vita. La mia esperienza  con le classi risale a molti, molti anni fa per cui i ricordi sono molto sfocati. Quello che ti posso dire è che era una lettura veramente coinvolgente per la classe e davvero una fonte inesauribile di temi da trattare tutti impegnativi ma nello stesso tempo vicini al mondo dei bambini,  i quali spesso mi stupivano per come riuscivano ad andare in profondità nelle loro riflessione e anche per come riuscivano a portare nella loro vita le esperienze di pinocchio  facendo paralleli calzanti e appropriati. Ricordo in particolare  un'esperienza  entusiasmante fatta con una classe terza del plesso "Albula" (ti parlo di più di 20 anni fa) con alunni molto difficili ( molti  abitavano nelle case popolari con situazioni familiari al limite) ... sarà che si riconoscevano nel personaggio ma vennero fuori dei riassunti ,delle riflessioni, dei temi, dei disegni che secondo me avrebbero colpito anche  Collodi...che magia la lettura e che potenza!  



Un abbraccio a Geppetto
elide  

* Lavagna Interattiva Multimediale

mercoledì 18 aprile 2012

In Cornovaglia per scogliere, foreste e... librerie

ciao Filippo,
La scorsa estate m'è capitato di soggiornare per cinque indimenticabili giorni nella foresta di Fouesnant, in Cornovaglia (Finistère-Bretagne, e già qui avrei qualcosa da dire: questa è la VERA CONTEA, altro che Nuova Zelanda, caro il mio pitergecson !).

Nel mio girovagare per scogliere, fari, dolmen, foreste e menhir, un bel pomeriggio di sole sono 'capitato' nella magica Locronan, un piccolo borgo bretone in pietra grigia, che sembra essere arrivato sino a noi direttamente dal 600, perfettamente conservato (scelto fra l'altro da quel marpione di Polanski per ambientarci il suo "Tess" con la Natassja Kinski sedicenne, allora inversamente proporzionale per bellezza a suo padre Klaus per cui vale la pena di rivedere il film solo per questo, se proprio non volete leggervi Hardy, ma questa è un'altra storia ).
E cosa c'è nell'angolo della piccola piazza centrale, appena dietro la fontana? Una "Librairie Celtique", naturalmente! Piccola, graziosa, stipata di libri, "celtica", con tutto quello che la vostra fantasia riesce ad abbinare a questo aggettivo :0) ve la faccio vedere da vicino .
Tornando a casa, sono passato per Quimper (o Kempere, in bretone... ah, me az car Breizh, ti amo Bretagna!), e sono letteralmente inciampato in un altro gioiellino di libreria, Les vents m'ont dit, I venti mi hanno detto, e chi ha avuto la fortuna di sedere in cima ad una scogliera bretone a picco sull'Atlantico, sa bene quante cose possano raccontare i venti... 
Tetsolfolcs!
Pier

mercoledì 5 ottobre 2011

Un viaggio a New York : la Public Library

Ciao filippo,

come forse saprai sono stata a New York, che non è una città ma un
mondo...  immensa, frenetica e vivacissima... oltre il tour turistico ci  siamo divertiti a scoprire percorsi inusuali fra cui molte piccole
accoglienti librerie, anche di volumi usati, con piccole cucine e
giardinetti dove abbiamo acquistato

molti libri, anche prime edizioni, a pochi dollari... E poi la visita alla Public Library sulla 5 Avenue con più di 11 milioni di libri in catalogo merita un posto di primo piano. E' un luogo d'incontro molto amato dai newyorchesi ed è la seconda libreria pubblica del paese dopo quella di Washington. Ci ha lasciati senza parole. Ho pensato subito agli amici di Leggere 54... Ti invio la foto così ti fai un'idea...

un abbraccio e un saluto a tutti

elide

giovedì 9 giugno 2011

Il terremoto in Giappone e la centrale di Fukushima

ciao Filippo

in merito a quanto ci siamo detti ieri vorrei precisare che il terremoto che ha colpito il Giappone lo scorso 11 Marzo con il conseguente problema relativo alla centrale di Fukushima mi ha sconvolta. Io ho avuto proprio paura! Paura per loro, per quelli che ho conosciuto e con cui continuo ad avere contatti, ma anche egoisticamente per me, perchè nonostante tutto, il Giappone rimane una meta in cui tornerei sempre. Per chi come me crede di aver anche solo superficialmente iniziato a conoscere questo popolo sa che i giornali hanno avuto ragione nel parlare di "Caos Calmo". I Giapponesi sono uno strano popolo, sono ermetici, non amano esternare le proprie emozioni né le proprie ansie. Sono scesi in strada con i loro caschetti ed il kit di "sopravvivenza" senza isterismi; paradossalmente si sono spostati verso Sud, verso Hiroshima che oggi è considerata molto più sicura di Fukushima. Forse mostreranno al mondo la loro sicurezza ma in tanti hanno paura; a distanza di anni hanno ancora vivido il ricordo della bomba sganciata il 6 agosto 1945 a Hiroshima, ne subiscono ancora gli effetti, ne celebrano il ricordo in una cerimonia silenziosa. Ma ti giuro che quel silenzio è assordante e le immagini che mostrano ciò che è stato sono agghiaccianti; il Museo della Pace di Hiroshima mi rimarrà indelebile nel ricordo per sempre. La mia amica Hiromi, contattata subito dopo il terremoto, mi ha scritto:

" ... Ti ringrazio per il tuo messaggio di solidarieta’. Tutti noi stiamo bene e lavoriamo normalmente. Fortunatamente la nostra area non ha avuto nessun danno. Pero’ come Stato, in questo momento stiamo affrontando la peggiore crisi dalla seconda Guerra Mondiale: la devastazione causata da questa catastrofe e la contaminazione radioattiva . Speriamo che la ricostruzione sia fatta presto e che tutti i profughi siano al piu’ presto tratti in salvo...."

Tu sai come io ami questo popolo!
Con il passare del tempo ho iniziato a credere che siano combattuti: hanno pesanti obblighi sociali, devono poter primeggiare in tutto, devono mostrare ospitalità e disponibilità verso gli altri sebbene forse non sia nella loro natura. Ma il viaggio in Giappone è un'esperienza di vita incredibile; è guardare il mondo con gli occhi di un bambino e va fatto!

Martina