mercoledì 26 agosto 2026

 LO YO - YO

Nel caos della nota località turistica

vicino uno spazio giochi per bambini

aveva adocchiato una donna

che vendeva giocattoli di legno.

Fu calamitato da piccole trottole multicolori

volteggianti rapide e a lungo su sé stese.

in un largo catino un po’ concavo.

Sul piccolo palcoscenico eretto in un angolo della piazza,

campeggiavano i giocattoli:

sagome di pistole caricate con un elastico

che, premuto il grilletto, lo lanciavano poco più in là;

piccole balestre che sputavano tappi di sughero, caleidoscopi ed altro.

Prese una trottola e provò più volte:

nonostante le istruzioni ricevute,

dopo pochi giri sbilenchi e ubriachi,

s’inchinavano di lato e giacevano immobili

mortificandolo.

Rinunciò e iniziò a conversare con lei,

alta ed asciutta, di una bellezza sfiorita;

usava un italiano con accento straniero che le fece notare.

“Tedesca?” azzardò.

“No, ti do tre tentativi, ne hai già sprecato uno;

se non indovini dovrai pagare dieci euro in più” lo sfidò.

Perplesso dal duro suono delle consonanti, tentò: “Austriaca…svizzera…”

“Hai sbagliato tutti e tre, sono francese!”, sorrise.

S’avvide allora degli yo - yo, anch’essi di legno multicolori,

ne prese uno.

Gli fece vedere come impugnarlo,

farlo scendere e salire su e giù, giù e su,

in rimbalzo continuo ed ipnotico.

Ripescò da un angolo remoto della memoria il giocattolo,

se ne innamorò subito e provò senza successo.

“Devi cogliere l’attimo!” gli disse

mentre lo yo - yo sfiorava terra, richiamandolo fino al palmo

e così via a sua volontà.

“Filosofia applicata, quel che mi è sempre mancato” rifletté.

Dentro di sé fu molto grato alla donna

con i suoi semplici giocattoli di legno fatti a mano

in vendita nella lussuosa località turistica

e la sua coraggiosa scelta di vita,

che all’acquisto non gli fece pagare la scommessa.

Il giorno successivo, dopo pochi tentativi,

si sorprese a far oscillare su e giù lo yo - yo

cogliendo l’attimo del culmine discendente,

facendolo risalire con un dolce movimento della mano,

fino a toccare il palmo e riscendere più e più volte,

attento che non s’intrecciasse il filo

che si svolgeva e riavvolgeva,

assecondandolo come danza lieve e continua;.

Felice,

aveva imparato.

Enzo Angelini

S. Benedetto del Tronto 13/08/2026

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